domenica 6 febbraio 2011

I pesciolini gialli

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Mi è stato chiesto se potevo dipingere un piccolo sasso con dei piccoli pesci. Pesciolini gialli. Gialli gialli.

Penso che questi andranno bene, sono pesci angelo.

Saranno parenti di Mobu? Perché, sapete, il mondo è piccolo, che sia sommerso o meno..

lunedì 31 gennaio 2011

Sionnach la Volpe

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Gli ultimi giorni di gennaio sono per tradizione i giorni più freddi dell’inverno, quando neve e ghiaccio imprigionano la terra.

Nella antica tradizione cinese si descrive la volpe come esperta nel camminare sul ghiaccio. La sua prudenza è proverbiale, con le sue orecchie tese a percepire ogni scricchiolio e la sua capacità di trovare i punti più sicuri per attraversare. Nessuna  vecchia volpe si bagnerà mai la coda attraversando un torrente ghiacciato.

Nel Libro dei Mutamenti questa capacità è citata nel segno Ue Tsi – Prima del compimento, dove l’Oracolo ammonisce di fare attenzione e non comportarsi come giovani volpi che per troppa sicurezza e inesperienza finiscono per bagnarsi la coda prima della fine della traversata.

Anche in Europa la volpe era conosciuta per la sua cautela, e nessuno si sarebbe mai azzardato ad attraversare il ghiaccio senza prima averlo visto fare a una volpe.

Un antico proverbio scozzese recita:

“Quando la festa di Imbolc è passata, la volpe non darebbe credito  nemmeno alla sua coda sul ghiaccio”

Imbolc, o Brighid coincide con il 1°febbraio, il punto mediano tra il solstizio d’inverno e l’equinozio di primavera, ed è una festa della tradizione celtica che celebra la luce. Luce che aumenta all’avvicinarsi della primavera. Luce, sole, calore. Il ghiaccio si assottiglia e Sionnach la Volpe saggiamente non si azzarda a sfiorarlo nemmeno con la coda.


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domenica 23 gennaio 2011

Civetta

Civetta Bateman 

Ancora un sasso invernale per questo gennaio grigio e freddo. Questa volta ho deciso di dedicarmi ai rapaci notturni e perdonatemi se ho avuto la sfacciataggine di rivolgermi ad uno dei grandi della pittura naturalistica.

Questo andrà tutto a mio discapito, ma è giusto che pubblichi la mia copia e la riproduzione dell’autore che ha ispirato la mia Civetta, oltre ad altri suoi meravigliosi lavori.

Robert Bateman è uno dei miei Maestri e ogni suo lavoro rende il mondo migliore. 

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Mossy branches

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Plowed field and snowy owl

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Burrowing owl

Aggiornamento: 31 agosto 2017

La mia civetta è volata verso.. gli Stati Uniti!
Grazie a Brian, destinazione Ohio.



sabato 8 gennaio 2011

Avelignese o Haflinger?

Haflinger

Biondo e svizzero? No, questo cavallo è altoatesino e sudtirolese. Il bis bis bis.. all’ennesima è però di origini orientali, un certo El Bedavi, 133 (El Bedavi XXII per l’esattezza). Fu organizzato un matrimonio di interesse con una fattrice di origini galiziane e da questa unione combinata nacque Folie, o meglio “249 Folie”, tanto per essere pedanti..

Questi i fatti, avvenuti nel lontano 1874 a Sluderno, in Alto Adige. Da allora, attraverso sette linee di sangue che derivano tutte da Folie, l’Haflinger e l’Avelignese sono arrivati fino a noi. Sono più che cugini, ma c’è un confine di mezzo e allora da una parte sono austriaci, dall’altra italiani.

Non entro nel merito dei criteri di selezione che operano le diverse associazioni di allevatori, questa è soltanto una premessa per presentarvi il nuovo dipinto appena terminato.
Posso intitolarlo “Stallone Haflinger in una notte d’inverno” se vi sta bene.

Questa magnifica foto di Yann Arthus-Bertrand ritrae Efraim, dichiarato Avelignese di nascita.

Efraim - Avelignese

Sono occorsi 15 anni e migliaia di scatti per realizzare lo straordinario atlante fotografico che è Cavalli, edizioni Ippocampo.
 
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Se non conoscete i cavalli e volete vederli come mai avreste pensato, ve lo consiglio caldamente. Se li conoscete e non lo avete mai sfogliato, correte!

Dopo tutto questo forse siete curiosi di vedere uno di questi cavalli in azione. Detto e fatto, su You Tube ho trovato per caso questo video: è uno stallone Haflinger, si chiama Neidhart e scalpita e galoppa con i Simple Minds in sottofondo.

A voi il signor Criniera Fluente Neidhart: è un gran bel cavallo e, lasciatemelo scrivere, sa di esserlo..


giovedì 6 gennaio 2011

Suggestioni d’inverno

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Un incontro inaspettato, durante una passeggiata in un pomeriggio invernale. Questo dipinto è stato immaginato così, come la visione elusiva di un daino nella cornice del bosco. Non è un incontro accaduto realmente e l’ho intitolato Suggestioni d’inverno.

Per il primo dipinto del nuovo anno il sasso che ho scelto si è rivelato un sasso difficile, e la realizzazione lo è stata altrettanto.

La superficie è molto liscia, l’ho preparata con una base di gesso acrilico ma nonostante questo è stato complicato stendere il colore. Il naso, o meglio il muso, mi ha fatto impazzire un pomeriggio intero e considerate che ho lavorato su dimensioni abbastanza piccole.

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Ecco qui comunque il mio daino, e perdonate la qualità delle foto, è quanto di meglio ho potuto fare in questo pomeriggio grigio.

Buon Nuovo Anno, che sia ricco di abbondanza. Buona Befana, spero che abbia lasciato la vostra calza colma di buone cose.

Al prossimo sasso!

Aggiornamento: 5 dicembre 2017

Il mio daino ora è in California. Un lungo viaggio oltre oceano, ma tutto è andato bene. Grazie a Gretchen e al suo feedback a cinque stelle: “Beautiful and just as expected.”

venerdì 24 dicembre 2010

Post di Natale

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Pettirosso, dipinto originale

acrilico su sasso – rock painting


Piccolo post di auguri, a tutti i naviganti erranti o stanziali..

Buon Natale!



sabato 11 dicembre 2010

L’uslein dal frad

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Quando arriva dicembre e si appresta l’inverno è il momento del pettirosso: l’uslein dal frad, l’uccellino del freddo.

Fora la neiva a per ch’la breva
Al saul meinter ch’al s’léva
E i uslein i stan dal frad deintr’in ’na séva
I uslein i stan dal frad deintr’in ’na séva

Fuori la neve sembra che sgridi
Il sole che sta sorgendo
E gli uccellini dal freddo stanno dentro una siepe
Gli uccellini dal freddo stanno dentro una siepe

Nadel (R.Borghi, elab. F. Saguatti) – "La tèra di Zemian" - melodie popolari della tradizione emiliana

Piccolo, con il suo piumaggio invernale che lo fa assomigliare ad una palla di piume macchiata di rosso-arancio, il pettirosso è all’apparenza fragile e indifeso, ma questo bel tipetto in realtà è un attaccabrighe impudente e opportunista, pronto ad azzuffarsi per difendere il suo territorio, che controlla dalla cime degli alberi.

Se state lavorando in giardino lui sarà lì ad osservarvi e ogni lombrico che smuoverete sarà suo. Mentre combattete una estenuante lotta contro le talpe che rovinano il vostro orticello, lui ne approfitterà spudoratamente: si hanno notizie di una talpa pedinata da un baldo pettirosso, che ha seguito passo passo il suo passaggio per procurarsi insetti e larve “aggratis” e senza sforzo.

Nonostante ciò, come non intenerirsi davanti a questo piccoletto che cinguetta e gorgheggia nella fredda aria di dicembre, una macchia rossa che saltella tra i rami spogli di alberi e siepi.. E’ irresistibile!

Mi sono stati commissionati un paio di dipinti rock painting con dei pettirossi come soggetto, ed è stato un piacere per me dipingerli. Un modo per portare un poco dello spirito del Natale in arrivo.

I pettirossi sono insettivori, ma ho distribuito ugualmente sul mio davanzale le briciole di quella deliziosa ciambella che cuoceva in forno mentre dipingevo Sueño.

Se proprio proprio verrà ignorata, proverò con i Chicken Nibbles..

 

lunedì 29 novembre 2010

Sueño

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Il ritratto di questo pony è rimasto a lungo nella scatola dei lavori a metà.

Succede, a volte. Nell’esiguo spazio vitale di cui dispongo, già pieno di libri, sassi e con un armadio che in realtà è un passaggio dimensionale – non da e per Narnia, si limita a inghiottire i miei vestiti e restituirli a suo imperscrutabile giudizio -  avere anche una scatola di lavori incompiuti è un problema.

Perché i dipinti in quella scatola rimangano incompiuti è altrettanto  imperscrutabile, posso solo dire che la comunicazione tra me e loro ad un tratto svanisce. Però ritorna, anche a distanza di tempo, ma ritorna.
In questi giorni freddi e bui ho messo da parte gli altri lavori e ho finalmente ritrovato la ‘connessione’ con questo pony. Tra l’altro, è’ stato merito suo se ho incontrato, strada facendo, quei due bei tipini di Bill e Ben.

Oggi era la giornata giusta, fuori nevicava e in casa si spandeva in tutti gli angoli il delizioso profumo di una ciambella che cuoceva in forno, e ho finito il ritratto.
Mentre dipingevo mi è tornata in mente una canzone dei Cranberries di diversi anni fa e ho cercato il video su You Tube. 
Non ricordo di averlo mai visto prima, lo giuro, e sono rimasta molto sorpresa guardandolo.

Perché il nome per questo pony, Sueño, era stato scelto molto tempo fa. Insieme, sono perfetti.



giovedì 25 novembre 2010

Bill e Ben

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Cosa si può scoprire facendo ricerche in rete?
Molto dipende da cosa si cerca, ma capita anche di fare scoperte inaspettate là dove si stava cercando altro.

Ed è così che, cercando cercando notizie sui Takhi, i cavalli selvaggi della Mongolia, questa volta mi sono imbattuta in qualcosa.. Anzi, in qualcuno di  particolare, direi speciale. Il loro incontro mi sta ‘aprendo il passaggio’ a molte altre cose che nemmeno immaginavo.
Questi due tipini, ve li presento, sono Bill e Ben.


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Abitano in Galles, dalle parti di Cardigan. Sono fratelli gemelli -  evento più unico che raro tra gli equini - ed oltre a questo sono anche i più anziani pony gemelli al mondo, tanto da essere stati iscritti, per il loro 25° compleanno, al Guinness dei Primati nel 2008.

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Hanno prestato servizio presso lo Zoo di Londra portando in passeggiata i bambini, adesso si godono la meritata pensione accuditi dal personale della Veteran Horse Society.
Vanno pazzi per le caramelle alla menta senza zucchero.

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Ora che li ho presentati, ho una domanda per voi: di che colore sono questi pony?
Pensate che siano bianchi, grigi, oppure..?
Non è una domanda facile, anzi è piuttosto complicata. 
Io devo saperlo, dal momento che dipingo e ho bisogno di conoscere come è composto il mantello degli animali, i cavalli in questo caso.
Mi sono resa conto che i cavalli piacciono a molte persone, ma in realtà li conoscono poco – appassionati e addetti ai lavori esclusi – e allora mi è venuta l’idea, tanto per giocare e conoscere.

A chi risponderà correttamente – e se nessuno ci azzecca, alla risposta più impossibile, divertente o improbabile - assegnerò un premio. Sia qui, sia sulla mia Facebook page fino a sabato compreso.

Intanto che voi ci pensate su (e forse farete le ore piccole in ricerche su internet ) io potrei anche scrivere alla Veteran Horse Society per avere notizie aggiornate su Bill e Ben.

Link:
Simply Marvelous
CBBC Newsround

domenica 31 ottobre 2010

Halloween a Modena

Mi sono mangiato troppo

Modena è una città mysteriosa, vi avevo già raccontato di alcuni dei suoi luoghi storici ed insoliti qui.

Una delle tradizioni di Modena è il Mercato storico Albinelli, inaugurato il 28 ottobre 1931 e riconosciuto monumento di interesse storico nazionale.

Mercato storico Albinelli - Modena

La ricorrenza del suo  79° compleanno ha coinciso con la vigilia di Halloween e gli operatori hanno colto l’occasione per festeggiare in allegria contornando il tutto con vino e cibarie.

In questi scatti sono ritratti Luigi e Franco, artisti del Club Intagliatori Città di Modena.

Il Club Intagliatori

Non c’è stata zucca che si sia salvata dai loro attrezzi, il mercato è stato invaso da decine e decine di Jack’O’Lantern..

Gli Intagliatori 1 

Gli intagliatori 5

Eccone alcuni sghignazzare dalla loro postazione di lavoro.

Gli Intagliatori 2

Non sono mancate nemmeno le streghe, e come potevano disertare l’evento?  Questa ha portato con se il suo famiglio sul cappello a punta.

Strega con topa

Deve essere una parente di Crosta..

La Topa sul cappello

Clienti, turisti, operatori e curiosi sono stati sostenuti con generi di prima necessità (leggete: gnocco fritto e lambrusco, siamo a Modena!) nel freddo mattino di fine ottobre.

Un sereno passaggio da questo al nuovo anno, se ricordate Halloween è il capodanno celtico. Se lo avete dimenticato o lo ignoravate, questo post riporta le origini di Samhain.

Auguri ancora, da Cecy e me.


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La strega vagabonda

Cecy 

“Nell'aria, sopra valli e fiumi, sotto le stelle, su uno stagno o una strada, Cecy volava. Invisibile come il vento d'autunno, fresca come il profumo di trifoglio che si alza dai campi al crepuscolo, volava.

Penetrava in colombe morbide come ermellino bianco, si fermava sugli alberi e viveva nelle foglie, cadendo via splendente di colori quando la brezza soffiava più forte.

Si riposò in un rospo verde brillante, fresco come menta in riva a uno stagno lucente. Trotterellò nel corpo di un cane selvatico e abbaiò per il gusto di sentire l'eco che rimbalzava sui fianchi dei granai lontani.

Visse nei fantasmi dei denti di leone e nei dolci liquidi chiari che sgorgano dalla terra muschiata.

Addio, estate, pensò Cecy.

Stanotte sarò in tutti gli esseri viventi.”

Tratto dal romanzo “Ritornati dalla polvere” di Ray Bradbury


Il dipinto rock painting Cecy è ispirato al racconto 'La strega vagabonda' di Ray Bradbury e alla copertina del volume “Ritornati dalla polvere” illustrato da Charles Addams, creatore della serie 'La famiglia Addams'.

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Cecy dalla Casa sul colle vi porta i saluti, e i sospiri, degli strani, crepuscolari abitanti della Famiglia Eterna, dalla gatta Anuba che arrivò per prima, alla Mille Volte Bisnonna, ai quattro cugini ad ovest di ottobre..

Lei ed io vi auguriamo un felice Halloween.


Aggiornamento: 16 settembre 2017

Cecy ora è in Gran Bretagna, grazie a Vladimir. Si troverà bene, ne sono certa, tra mille luoghi da scoprire e millenari, eterei e sospiranti parenti da visitare.