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lunedì 28 novembre 2011

Ladybugs Band

Ladybugs Band

Ricordate Vanesia, sua cugina che voleva fare la modella e tutta la combriccola del volo acrobatico che hanno movimentalo le mie giornate estive di qualche tempo fa? 

Come avevo previsto, tutta la banda ha disertato all’improvviso, per migrare in luoghi più trendy che non fossero il mio piccolo studio. Mai avrei pensato di sentire la mancanza di quelle coccinelle pazze, e men che meno mi sarei immaginata di rintracciarle per invitarle ad una importante serata, eppure è quello che ho fatto.

Scapestrate come sono, mi hanno dato conferma solo stamane, e saranno quindi con me questa sera al Teatro la Venere di Savignano, teatro dedicato proprio alla Venere paleolitica di cui vi ho raccontato, per questo importante appuntamento, a cui siete naturalmente invitati anche tutti voi.


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Il buono il brutto e il cattivo - Buone pratiche di gestione dei rifiuti


 Il genere umano si differenzia dagli altri esseri viventi per la sua abbondante produzione di rifiuti, oltre che per altre nefandezze di cui non scriveremo...

Nella produzione di rifiuti siamo particolarmente bravi, spesso associamo alla quantità di rifiuti prodotti il livello di benessere e sviluppo di un popolo: più siamo ricchi, più rifiuti produciamo e viceversa.
A questo scenario di “pianeta spazzatura” vogliamo contrapporre una proposta di legge per un modello di società civile che riduce i rifiuti all'origine, riutilizza quante più volte possibile i prodotti prima di buttarli e ricicla i rifiuti per recuperare materie prime preziose, evitando il ricorso a discariche o al pericoloso incenerimento di rifiuti.

Chiariremo questi concetti di “buone pratiche di gestione dei rifiuti” al dibattito "IL BUONO IL BRUTTO E IL CATTIVO", Lunedì 28 Novembre, dalle ore 20,30, presso il Teatro la Venere di Savignano sul Panaro, con l'aiuto dei relatori:

- Natale Belosi - Comitato scientifico ECO Istituto di Faenza.

- Anzio Negrini – Mantova Ambiente S.r.l., Gruppo TEA S.p.a.

- Germano Caroli - Sindaco di Savignano sul Panaro.

Tra gli interventi, musica dal vivo con Iames Santi (chitarra classica).

Vi aspettiamo numerosi!

Il Comitato Bazzanese Ambiente e Salute, il Comitato Tutela Territorio di Savignano, Animalia e.. Ladybugs Band.

domenica 16 ottobre 2011

Le mani in pasta

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Domenica speciale, la scorsa domenica. Una giornata serena e luminosa, con un bella brezza frizzante e tanta, tanta gente che ha riempito la piazza di Bazzano (Bologna) per un evento importante.

Le mani in pasta è stato, ed è, un invito a mettercele, le nostre mani. Per il nostro territorio, che poi è il territorio di tutti. Territorio, ambiente. E naturalmente cosa poteva rappresentarli  meglio se non i buoni prodotti che crescono sulla buona terra?

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Renetta, Lavina, Florina. Sono mele antiche. 

Poi ci sono le pere, Abate Fetel e William rossa, tutte assolutamente di produzione biologica. Ricordate Mary, la mia amica che ogni tanto vado a trovare? E’ lei la produttrice, potete trovare a Vignola (Modena) la sua azienda ‘La Bifolca’.

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Le viole invernali, profumate e di tanti colori.

Alcune di loro adesso colorano il mio davanzale: impossibile resistergli, come non portarne a casa qualcuna?

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Miele, buonissimo miele e.. Ooops, sassi!

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Farina, nocciole, noci e marroni, i rinomati marroni di Castel del Rio: dall’Appennino alla.. padella sulla brace, per diventare caldarroste, accompagnate da bollente e per qualcuno abbondante vin brûlé.

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Mazzetti di aglio e zucche: zucca Delica e Violina  rigorosamente biologiche, da cuocere al forno o per preparare risotti e tortelli.

Questi nella foto sono gustosissimi, anche se di pannolenci, e  assieme agli animaletti di stoffa sono creazioni di Layla Zanni.

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Ancora sassi! Questo post è decisamente di parte!

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Questa è una cascata di luppolo, mentre questo..

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è autentico letame equino: Pino e Toni non potevano mancare, anche se in forma concentrata e adattissima per concimare le viole.

Ne volete? Scrivetemi, sono l’unico agente rappresentante, con l’esclusiva per l’intera penisola e isole, che può fornirvelo. Non sto scherzando!

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C’è stato questo, e molto altro, lo potete vedere in questo video di Lorenzo Marsigli.

Grazie a tutti quanti hanno partecipato, grazie a voi che state leggendo.



Questo post partecipa a Blog Action Day 2011 - Let’s talk about FOOD

lunedì 25 aprile 2011

Ecomonster in my back yard

Cubo Malefico

Chi vorrebbe un ecomostro nel proprio cortile?

Brutta razza gli ecomostri. Si presentano con diverse sembianze: a volte sono autostrade e viadotti, giganteschi termovalorizzatori, cave, centrali elettriche. Oppure assumono l’aspetto di edilizia residenziale, un eufemismo per definire orrendi casermoni in cemento armato destinati a diventare abitazioni e uffici.

Gli ecomostri non risultano molto simpatici, in effetti non meritano simpatia e neppure accoglienza. Dove arrivano loro sparisce il territorio, inteso nella sua reale sostanza di insieme di ambiente ed umanità.

In genere vengono imposti, giustificando la loro costruzione come essenziale per il futuro, da leggere come crescita economica e progresso. Peccato che tali benefici in realtà si traducano in tutt’altro. Gli ecomostri hanno questa peculiare prerogativa: sono concepiti senza l’approvazione di chi dovrà conviverci.

Di per se le convivenze sono affare delicato e problematico, in questo caso l’arrivo di un neo ecomostro porta con se strumentalizzazioni e paradossi che sfociano in conflitti e sindromi da NIMBY e BANANA.

Brutto, bruttissimo affare! Ma, or dunque, l’ecomostro di cui sto scrivendo chi è? Esso non è vivo, eppure vive.. Stephen King gli fa un baffo. Esso è un divoratore.
Signore e signori, a voi la terribile anteprima de..
il Cubo Malefico!

Proprio lui, lo potete vedere in diapositiva in calce al post. Un magazzino robotizzato alto 30 metri, largo 60 e lungo 100. Niente male per un ecomostro in fasce.

Naturalmente, per fare posto a questo gioiello di architettura industriale verrà abbattuto un antico mulino classificato come Bene storico e testimoniale, e spostato l’alveo del Canal Torbido, opera idraulica risalente al 1200.

Tanto rumore per un mucchio di vecchie pietre e un rigagnolo rifugio di chissà quali bestiacce.. Ebbene si. Il Cubo Malefico sarà nel  cortile mio e in quello di molti altri da queste parti. Ancora non vi rendete conto di come diventerà il piccolo da grande? Eccolo!



Il Comitato Bazzanese Ambiente e Salute può spiegarvi tutto al riguardo, e vi assicuro che non soffre di nessuna sindrome.

N.d.A.: ho realizzato il Cubo Malefico in digitale, con il programma open source GIMP.

venerdì 22 aprile 2011

Earth Day 2011

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22 aprile 2011 - Giornata Mondiale della Terra

Terra. Fragile, meraviglioso, perfetto equilibrio.. Farne parte è un privilegio, abbiamone cura.


venerdì 20 agosto 2010

Mare Nostrum

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Vi ho raccontato del viaggio del Bamboo, ma non ho ancora raccontato tutto.

Posso parlarvi ancora di quello che abbiamo scoperto dentro il blu, il blu perfetto di questo mare.

Dopo il vento e le onde del mare aperto si cala l’ancora in una tranquilla caletta, facendo attenzione a non danneggiare le praterie di Posidonia.

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Se il nostro Mediterraneo, o Mare Nostrum come lo chiamarono i Romani e prima ancora le tribù illiriche arrivate in Italia dai Balcani, è unico, ancora più unica è la Posidonia.

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La Posidonia oceanica non è un alga ma una pianta acquatica, ed è endemica del bacino mediterraneo. Esiste solo qui.

E’ un indicatore biologico, la sua presenza indica la buona qualità dell’ambiente. Fornisce riparo e nutrimento a numerose specie e salvaguardia la linea costiera dall’erosione.

Con le sue radici legnose e i suoi rizomi ancora il substrato del  fondale. Con le lunghe foglie nastriformi, trasportate dalle onde sulla battigia a formare una spessa coperta chiamata banquette, protegge le spiagge dalle mareggiate e dall’azione del vento.

Per capire l’importanza di questa pianta è bene sapere che la perdita di un metro lineare di prateria significa la scomparsa di diversi metri di spiaggia.

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Le fibre della Posidonia,  lavorate e intrecciate dalle onde, formano queste palline che hanno il serissimo nome di egagropili

Nel 2006, attraverso l’uso di marcatori genetici, è stata scoperta alle Baleari, all’interno di una vasta prateria di Posidonia, una pianta che probabilmente è uno degli organismi più grandi e anziani esistenti sulla Terra, lunga 8 chilometri e vecchia di 100.000 anni.

Non sottovalutiamola dunque, ne sa molto più di noi.

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Questa è una spiaggia come si deve, una autentica spiaggia selvaggia con dune e piante pioniere. Importantissimi per l’ecosistema costiero, questi vegetali colonizzano le dune consolidate, permettendo così l’insediamento di specie legnose più esigenti.

Le dune così ‘fissate’ ostacolano i venti ricchi di salsedine e il trasporto di sabbia verso l’interno.

Torniamo al mare.

Dove finisce la prateria di Posidonia troviamo gli scogli e facciamo altri incontri: sembrano esseri  usciti da un episodio di Star Trek: strane, nuove forme di vita mai incontrate prima..


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Questa invece la conosciamo, ha fama di possedere un certo caratterino.. Meglio essere discreti, le murene sono molto gelose della loro privacy.

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Queste fantastiche foto subacquee sono opera di Ingrid e Flavia, esperte di snorkeling ed immersione in apnea. Io non arrivo a tanto, anche se provo ad immergermi dopo pochi secondi schizzo in superfice come un tappo di sughero. Con me il principio di Archimede funziona benissimo..


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Sapete, è arrivato il momento di salutare il Bamboo.

Tutto l’equipaggio ci ha lasciato un pezzetto di cuore su questa barca.

Se guardate bene, qualcuno sembra stia sistemando la randa ma in realtà è aggrappato all’albero maestro perché non vuole lasciare il Bamboo. Convincerlo è stata un’ardua impresa.

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E questo?

E’ il nostro regalo di saluto a Stani.

Abbiamo subito alcune dolorose perdite durante la navigazione nel Santuario Pelagos.

Eh si, non tutto è sole, mare, vento ed happy hour sul ponte con spritz e tartine.. C’era un secchio rosso di belle speranze con cui  abbiamo condiviso di tutto: trasporto oggetti, lavaggio del ponte, lavaggio dell’equipaggio e altre cose, che qui è meglio non ricordare. Assicurato con una lunga e resistente cima, veniva calato in mare alla bisogna.

Fino al giorno in cui – sabotaggio! – all’ennesimo lancio tra la Corsica e l’Elba ci siamo accorti che il nodo era sciolto e il secchio è andato perduto tra i flutti. Perduto per sempre. Un duro colpo per Stani, sappiamo che niente potrà compensare la perdita ..

Un grazie infinito a:

Andrea ed Ingrid, biologi marini di Idea Calypso;
Stanislao, skipper del Bamboo - Fondazione Exodus;
Angelica, Flavia, Lorenza, Irene, Francesca e Claudio:  Bamboo crew settimana 24/31 luglio 2010;
Greenpeace.

Le foto sono state scattate dall'equipaggio del Bamboo nel corso dell'Operazione Pelagos 2010 - Idea Calypso, settimana 24/31 luglio 2010.


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Grazie a Isabella di Capoliveri, Isola d’Elba, per il suo appoggio logistico e per la sua amicizia.

Grazie a voi per avermi seguito in questo viaggio e.. Sappiatelo, non è finita!


mercoledì 18 agosto 2010

Sull’onda di prua


lasciando l'Elba

Il Bamboo ha salpato da Portoferraio in un luminoso mattino di fine luglio, per costeggiare l’Elba e i suoi isolotti fino a raggiungere Capraia.

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Sia sotto costa che in mare aperto gli sguardi sono attenti, alla ricerca di avvistamenti fortunati. Ci saranno per noi balenottere e stenelle? Possiamo sperare di incontrare magari un capodoglio?

In posizione a prua

L'aera del Santuario Pelagos è visitata da numerose specie di cetacei. La conformazione dei fondale permette la risalita dalla piana abissale dei nutrienti che alimentano il fitoplancton e rendono queste zone ricche di cibo per la fauna marina.

Noi siamo diretti in una di queste aree, a nord di Cap Corse.

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Si traccia la rotta,

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e si naviga verso la Corsica, che ci accoglie con le sue coste selvagge e il profilo delle turbine eoliche che si stagliano sul  crinale.

Arrivo a Cap Corse

La bandiera di cortesia viene issata sulle sartie, per rendere omaggio al paese che ci ospita.

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L’alba ci trova già svegli e in navigazione, pronti ad una lunga giornata in mare aperto.

Un delfino ci accompagna, distante, mentre lasciamo la rada dove abbiamo calato l’ancora per la notte. Incontriamo berte solitarie e banchi di tonnetti che guizzano velocissimi sul pelo dell’acqua.

Cap Corse

Ci concediamo un bel bagno al largo, e i più avventurosi si cimentano nello spericolato tuffo del pirata. Nessuna paura, da queste parti non si tocca, il fondale è circa 1200 metri sotto di noi..

Un vero tuffo nel blu.

(Per la cronaca: io mi accontento del molto meno avventuroso scendere in mare dalla scaletta. Ho preferito risparmiare ai posteri la tragicomica immagine di me appiccicata alla murata del Bamboo..)

E’ soltanto la mattina seguente, quando ci apprestiamo a lasciare la costa corsa per dirigerci nuovamente verso l’Elba, che troviamo altri delfini sulla nostra rotta.

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E’ un gruppo di 5, 6 esemplari, sono tursiopi e hanno un piccolo con loro. Nuotano molto vicini, possiamo sentire i loro sfiati quando emergono, vediamo luccicare i loro dorsi.

Non sembrano molto interessati ad interagire con noi, ci sono boe che segnalano la presenza di reti e sicuramente quello che li interessa è la colazione.

Ma poi accade..

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Per pochi, magici istanti il piccolo branco nuota con noi e gioca con l’onda di prua del Bamboo.

Ecco il Tursiope!

Ingrid e Flavia sono riuscite a ‘catturarli’ con questi fantastici scatti. Mai così vicini, e soprattutto liberi.

I film e la serie televisiva Flipper, in cui furono impegnati diversi esemplari di Tursiops truncatus o delfino dal naso a bottiglia (bottlenose dolphin) ha avuto un discreto successo negli anni ‘60.

Il tursiope è probabilmente il delfino più conosciuto e studiato ma anche quello, purtroppo, imprigionato e impegnato assieme alle orche negli acquari e delfinari di tutto il mondo.

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Io li preferisco così, liberi e selvaggi nel blu perfetto di questo nostro Mare Nostrum.

 


lunedì 16 agosto 2010

Home


Home è il film-documentario diretto da Yann Arthus-Bertrand e prodotto da Luc Besson, uscito nelle sale cinematografiche di 50 paesi lo scorso 5 giugno 2009, mai diffuso in Italia.

La GoodPlanet.org attraverso il canale homeproject su You Tube ha messo a disposizione di tutti, gratuitamente, il film in versione  originale  con sottotitoli, doppiato in 14 lingue.

L’intenzione condivisa di rendere consapevoli e responsabili tutti noi del futuro comune del nostro pianeta è una priorità e raccolgo l’invito a diffonderlo.

Il nostro tempo sta per scadere, abbiamo 10 anni per invertire la rotta. Se non lo faremo, nonostante le possibilità  e le capacità che possediamo, entreremo in un territorio sconosciuto all’intera umanità.

Ognuno di noi può dare il suo aiuto e fare la differenza, ma occorre volerlo.

Buona visione, vi assicuro che rimarrete emozionati.

domenica 15 agosto 2010

Tremenda voglia di mare

 Tremenda voglia di mare

Scoprire il mare in barca a vela è conoscerlo come non è possibile altrimenti. Se poi le vostre guide - in questo caso lo skipper ed i biologi marini di Idea Calypso - sono affette da una tremenda voglia di mare, allora lo conoscerete come mai avreste pensato prima.

Bussola del Bamboo 

Il Bamboo è un Baltic 51, sedici metri di solido ed elegante scafo che cavalca le onde  con sicurezza e può ospitare fino a 12 componenti di equipaggio, o perlomeno quello che diventerà un equipaggio alla fine dell’avventura.

Boma

Boma, sartie, cime, winch.. Se qualcuno a bordo suggerisce di cazzare la randa o lascare il genoa imparerete presto cosa significa. Soprattutto quando si alza il vento giusto per andare di bolina..

di bolina

Ci si alza il mattino presto, a volte all’alba, e si naviga fino al tramonto,

dritti nel sole 

dritti verso il sole.

Tramonto a Cap Corse

Ci sono promontori, isole, scogliere da costeggiare

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e ci sono le nuvole..

Cirri e sartie

Le nuvole raccontano sempre qualcosa; indicano dov’è la terraferma quando ancora è lontana e il tempo che farà, in barba a tutti gli avvisi ai naviganti trasmessi.

Corsica - verso Bastia

Poi naturalmente c’è il vento.

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Il vento ed il mare sono intimamente legati. Alla ruota del timone si riescono a percepire, attraverso le mani e le braccia vibra tutta la loro forza mentre l’uno gonfia le vele e tende cime e sartie e l’altro scorre sotto lo scafo e il timone.

Anche se presta un’aria disinvolta all’obiettivo, un buon capitano lo sa ed è sempre vigile e attento.

Stani

Stani, skipper del Bamboo – Fondazione Exodus

Un ottimo capitano lo fa con stile inimitabile..

Mai sottovalutarli, vento e mare assieme. In pochi, pochissimi minuti possono scatenare tempeste

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che arrivano mugghiando e ruggendo dalla linea dell’orizzonte

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e sferzano il ponte di pioggia

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e grandine..

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Salvo poi rotolare lontano per lasciare il sereno.

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I delfini ci aspettano a Cap Corse!