Vi capita mai di desiderare di essere un animale? A me si. Sarà per questo che come nome d’arte ho scelto Animalia. In certe giornate limpide di primavera, quando la luce radente e dorata del sole al tramonto fa risaltare ogni ciuffo d’erba nei campi e sui fianchi delle colline, vorrei essere una mucca.
Altre volte c’è qualcosa che non riesco ad esprimere con le parole. E’ come avere un.. raglio incastrato in gola. In questi casi vorrei essere un asino e farlo esplodere fuori. Un bel raglio come si deve è terapeutico, ne sono sicura.
In gergo aereonautico si definisce tale un repentino calo della portanza di un corpo. Non ho nessun lavoro nuovo da presentarvi: i cavalli, i cani e le volpi lasciati a metà iniziano a guardarmi con aria decisamente seccata. Anche la mia ultima marina è incompiuta, più adatta allo spiaggiamento di un mercantile, direi.. Ci dovrò lavorare parecchio per renderla decente.
Vi sto raccontando questo per rendervi partecipi della mia situazione. Tutto è cominciato qualche sera fa, quando per distrarmi ho dato un’occhiata ad alcuni divertenti cortometraggi con gli insetti come protagonisti. Forse per voi sono cosa già vista, ma per me Minuscule è una novità. Peccato che io non sia stata previdente e oltre a me anche la mia ospite (vedi: Mi manda Vanesia) li abbia scoperti. Per lei è stata una folgorazione: “ Voglio fare il cinema come Milla Jovovich!”
Dovrei essere grata che la mia co-inquilina non preferisca le sceneggiature romantiche (non sopporterei monologhi melensi e la colonna sonora del Titanic in sottofondo, davvero non potrei..) ma comincio ad avere dei ripensamenti. Lei si immagina come una bond-girl o una avventuriera tipo Lara Croft e, vi garantisco, sta diventando estenuante convivere in un esiguo spazio vitale con un ronzante impegnato in cabrate, loop e tonneau tutto intorno a me. E’ impossibile concentrarsi sul lavoro.