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lunedì 31 gennaio 2011

Sionnach la Volpe

Sionnach la Volpe

Gli ultimi giorni di gennaio sono per tradizione i giorni più freddi dell’inverno, quando neve e ghiaccio imprigionano la terra.

Nella antica tradizione cinese si descrive la volpe come esperta nel camminare sul ghiaccio. La sua prudenza è proverbiale, con le sue orecchie tese a percepire ogni scricchiolio e la sua capacità di trovare i punti più sicuri per attraversare. Nessuna  vecchia volpe si bagnerà mai la coda attraversando un torrente ghiacciato.

Nel Libro dei Mutamenti questa capacità è citata nel segno Ue Tsi – Prima del compimento, dove l’Oracolo ammonisce di fare attenzione e non comportarsi come giovani volpi che per troppa sicurezza e inesperienza finiscono per bagnarsi la coda prima della fine della traversata.

Anche in Europa la volpe era conosciuta per la sua cautela, e nessuno si sarebbe mai azzardato ad attraversare il ghiaccio senza prima averlo visto fare a una volpe.

Un antico proverbio scozzese recita:

“Quando la festa di Imbolc è passata, la volpe non darebbe credito  nemmeno alla sua coda sul ghiaccio”

Imbolc, o Brighid coincide con il 1°febbraio, il punto mediano tra il solstizio d’inverno e l’equinozio di primavera, ed è una festa della tradizione celtica che celebra la luce. Luce che aumenta all’avvicinarsi della primavera. Luce, sole, calore. Il ghiaccio si assottiglia e Sionnach la Volpe saggiamente non si azzarda a sfiorarlo nemmeno con la coda..


domenica 23 gennaio 2011

Civetta

Civetta Bateman 

Ancora un sasso invernale per questo gennaio grigio e freddo. Questa volta ho deciso di dedicarmi ai rapaci notturni, e perdonatemi se ho avuto la sfacciataggine di rivolgermi ad uno dei grandi della pittura naturalistica.

Questo andrà tutto a mio discapito, ma è giusto che pubblichi la copia e la riproduzione dell’autore che ha ispirato la mia Civetta, oltre ad altri suoi meravigliosi lavori.

Robert Bateman è uno dei miei Maestri, guardate come ogni suo lavoro rende il mondo migliore. 


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Mossy branches


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Plowed field and snowy owl


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Burrowing owl

Aggiornamento: 31 agosto 2017

La mia civetta è volata verso.. gli Stati Uniti!
Grazie a Brian, destinazione Ohio.



sabato 8 gennaio 2011

Avelignese o Haflinger?



Haflinger

Biondo e svizzero? No, questo cavallo è altoatesino e sudtirolese. Il bis bis bis.. all’ennesima è però di origini orientali, un certo El Bedavi, 133, “El Bedavi XXII” per l’esattezza. Fu organizzato un matrimonio di interesse con una fattrice di origini galiziane e da questa unione combinata nacque Folie, o meglio “249 Folie”, tanto per essere pedanti..

Questi i fatti, avvenuti nel lontano 1874 a Sluderno, in Alto Adige. Da allora, attraverso sette linee di sangue che derivano tutte da Folie, l’Haflinger e l’Avelignese sono arrivati fino a noi. Sono più che cugini, ma c’è un confine di mezzo e allora da una parte sono austriaci, dall’altra italiani.

Non entro nel merito dei criteri di selezione che operano le diverse associazioni di allevatori, questa è soltanto una premessa per presentarvi il nuovo dipinto appena terminato.
Posso intitolarlo ‘ Stallone Haflinger in una notte d’inverno’, se vi sta bene.


Efraim - Avelignese

Questa magnifica foto di Yann Arthus-Bertrand ritrae Efraim, dichiarato Avelignese di nascita.

Sono occorsi 15 anni e migliaia di scatti per realizzare lo straordinario atlante fotografico che è Cavalli, edizioni Ippocampo.
 
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Se non conoscete i cavalli e volete vederli come mai avreste pensato, ve lo consiglio caldamente. Se li conoscete e non lo avete mai sfogliato, correte!


Dopo tutto questo forse siete curiosi di vedere uno di questi cavalli in azione. Detto e fatto, su You Tube ho trovato per caso questo video: è uno stallone Haflinger, si chiama Neidhart e scalpita e galoppa con i Simple Minds in sottofondo.
A voi il signor “Criniera fluente” Neidhart: è un gran bel cavallo e, lasciatemelo scrivere, sa di esserlo..


giovedì 6 gennaio 2011

Suggestioni d’inverno

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Suggestioni d’inverno, visioni elusive nella cornice del bosco.. Un incontro inaspettato, durante una passeggiata in un pomeriggio invernale.

E’ stato immaginato così questo dipinto. Il sasso scelto è stato un sasso difficile, con una realizzazione altrettanto difficile per il mio primo dipinto del nuovo anno.

La superficie del sasso è molto liscia, l’ho preparato con una base di gesso acrilico ma nonostante questa preparazione è stato in ogni modo complicato stendere il colore. Il naso, o meglio il muso, mi ha fatto impazzire un pomeriggio intero, e considerate che ho lavorato su dimensioni abbastanza piccole.


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Ecco qui comunque il mio daino, e perdonate la qualità delle foto, è quanto di meglio ho potuto fare in questo pomeriggio grigio.

Buon Nuovo Anno, che sia ricco di abbondanza. Buona Befana, spero che abbia lasciato la vostra calza colma di buone cose.

Al prossimo sasso!