sabato 8 gennaio 2011

Avelignese o Haflinger?

Haflinger

Biondo e svizzero? No, questo cavallo è altoatesino e sudtirolese. Il bis bis bis.. all’ennesima è però di origini orientali, un certo El Bedavi, 133 (El Bedavi XXII per l’esattezza). Fu organizzato un matrimonio di interesse con una fattrice di origini galiziane e da questa unione combinata nacque Folie, o meglio “249 Folie”, tanto per essere pedanti..

Questi i fatti, avvenuti nel lontano 1874 a Sluderno, in Alto Adige. Da allora, attraverso sette linee di sangue che derivano tutte da Folie, l’Haflinger e l’Avelignese sono arrivati fino a noi. Sono più che cugini, ma c’è un confine di mezzo e allora da una parte sono austriaci, dall’altra italiani.

Non entro nel merito dei criteri di selezione che operano le diverse associazioni di allevatori, questa è soltanto una premessa per presentarvi il nuovo dipinto appena terminato.
Posso intitolarlo “Stallone Haflinger in una notte d’inverno” se vi sta bene.

Questa magnifica foto di Yann Arthus-Bertrand ritrae Efraim, dichiarato Avelignese di nascita.

Efraim - Avelignese

Sono occorsi 15 anni e migliaia di scatti per realizzare lo straordinario atlante fotografico che è Cavalli, edizioni Ippocampo.
 
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Se non conoscete i cavalli e volete vederli come mai avreste pensato, ve lo consiglio caldamente. Se li conoscete e non lo avete mai sfogliato, correte!

Dopo tutto questo forse siete curiosi di vedere uno di questi cavalli in azione. Detto e fatto, su You Tube ho trovato per caso questo video: è uno stallone Haflinger, si chiama Neidhart e scalpita e galoppa con i Simple Minds in sottofondo.

A voi il signor Criniera Fluente Neidhart: è un gran bel cavallo e, lasciatemelo scrivere, sa di esserlo..


giovedì 6 gennaio 2011

Suggestioni d’inverno

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Un incontro inaspettato, durante una passeggiata in un pomeriggio invernale. Questo dipinto è stato immaginato così, come la visione elusiva di un daino nella cornice del bosco. Non è un incontro accaduto realmente e l’ho intitolato Suggestioni d’inverno.

Per il primo dipinto del nuovo anno il sasso che ho scelto si è rivelato un sasso difficile, e la realizzazione lo è stata altrettanto.

La superficie è molto liscia, l’ho preparata con una base di gesso acrilico ma nonostante questo è stato complicato stendere il colore. Il naso, o meglio il muso, mi ha fatto impazzire un pomeriggio intero e considerate che ho lavorato su dimensioni abbastanza piccole.

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Ecco qui comunque il mio daino, e perdonate la qualità delle foto, è quanto di meglio ho potuto fare in questo pomeriggio grigio.

Buon Nuovo Anno, che sia ricco di abbondanza. Buona Befana, spero che abbia lasciato la vostra calza colma di buone cose.

Al prossimo sasso!

Aggiornamento: 5 dicembre 2017

Il mio daino ora è in California. Un lungo viaggio oltre oceano, ma tutto è andato bene. Grazie a Gretchen e al suo feedback a cinque stelle: “Beautiful and just as expected.”

venerdì 24 dicembre 2010

Post di Natale

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Pettirosso, dipinto originale

acrilico su sasso – rock painting


Piccolo post di auguri, a tutti i naviganti erranti o stanziali..

Buon Natale!



sabato 11 dicembre 2010

L’uslein dal frad

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Quando arriva dicembre e si appresta l’inverno è il momento del pettirosso: l’uslein dal frad, l’uccellino del freddo.

Fora la neiva a per ch’la breva
Al saul meinter ch’al s’léva
E i uslein i stan dal frad deintr’in ’na séva
I uslein i stan dal frad deintr’in ’na séva

Fuori la neve sembra che sgridi
Il sole che sta sorgendo
E gli uccellini dal freddo stanno dentro una siepe
Gli uccellini dal freddo stanno dentro una siepe

Nadel (R.Borghi, elab. F. Saguatti) – "La tèra di Zemian" - melodie popolari della tradizione emiliana

Piccolo, con il suo piumaggio invernale che lo fa assomigliare ad una palla di piume macchiata di rosso-arancio, il pettirosso è all’apparenza fragile e indifeso, ma questo bel tipetto in realtà è un attaccabrighe impudente e opportunista, pronto ad azzuffarsi per difendere il suo territorio, che controlla dalla cime degli alberi.

Se state lavorando in giardino lui sarà lì ad osservarvi e ogni lombrico che smuoverete sarà suo. Mentre combattete una estenuante lotta contro le talpe che rovinano il vostro orticello, lui ne approfitterà spudoratamente: si hanno notizie di una talpa pedinata da un baldo pettirosso, che ha seguito passo passo il suo passaggio per procurarsi insetti e larve “aggratis” e senza sforzo.

Nonostante ciò, come non intenerirsi davanti a questo piccoletto che cinguetta e gorgheggia nella fredda aria di dicembre, una macchia rossa che saltella tra i rami spogli di alberi e siepi.. E’ irresistibile!

Mi sono stati commissionati un paio di dipinti rock painting con dei pettirossi come soggetto, ed è stato un piacere per me dipingerli. Un modo per portare un poco dello spirito del Natale in arrivo.

I pettirossi sono insettivori, ma ho distribuito ugualmente sul mio davanzale le briciole di quella deliziosa ciambella che cuoceva in forno mentre dipingevo Sueño.

Se proprio proprio verrà ignorata, proverò con i Chicken Nibbles..

 

lunedì 29 novembre 2010

Sueño

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Il ritratto di questo pony è rimasto a lungo nella scatola dei lavori a metà.

Succede, a volte. Nell’esiguo spazio vitale di cui dispongo, già pieno di libri, sassi e con un armadio che in realtà è un passaggio dimensionale – non da e per Narnia, si limita a inghiottire i miei vestiti e restituirli a suo imperscrutabile giudizio -  avere anche una scatola di lavori incompiuti è un problema.

Perché i dipinti in quella scatola rimangano incompiuti è altrettanto  imperscrutabile, posso solo dire che la comunicazione tra me e loro ad un tratto svanisce. Però ritorna, anche a distanza di tempo, ma ritorna.
In questi giorni freddi e bui ho messo da parte gli altri lavori e ho finalmente ritrovato la ‘connessione’ con questo pony. Tra l’altro, è’ stato merito suo se ho incontrato, strada facendo, quei due bei tipini di Bill e Ben.

Oggi era la giornata giusta, fuori nevicava e in casa si spandeva in tutti gli angoli il delizioso profumo di una ciambella che cuoceva in forno, e ho finito il ritratto.
Mentre dipingevo mi è tornata in mente una canzone dei Cranberries di diversi anni fa e ho cercato il video su You Tube. 
Non ricordo di averlo mai visto prima, lo giuro, e sono rimasta molto sorpresa guardandolo.

Perché il nome per questo pony, Sueño, era stato scelto molto tempo fa. Insieme, sono perfetti.



giovedì 25 novembre 2010

Bill e Ben

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Cosa si può scoprire facendo ricerche in rete?
Molto dipende da cosa si cerca, ma capita anche di fare scoperte inaspettate là dove si stava cercando altro.

Ed è così che, cercando cercando notizie sui Takhi, i cavalli selvaggi della Mongolia, questa volta mi sono imbattuta in qualcosa.. Anzi, in qualcuno di  particolare, direi speciale. Il loro incontro mi sta ‘aprendo il passaggio’ a molte altre cose che nemmeno immaginavo.
Questi due tipini, ve li presento, sono Bill e Ben.


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Abitano in Galles, dalle parti di Cardigan. Sono fratelli gemelli -  evento più unico che raro tra gli equini - ed oltre a questo sono anche i più anziani pony gemelli al mondo, tanto da essere stati iscritti, per il loro 25° compleanno, al Guinness dei Primati nel 2008.

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Hanno prestato servizio presso lo Zoo di Londra portando in passeggiata i bambini, adesso si godono la meritata pensione accuditi dal personale della Veteran Horse Society.
Vanno pazzi per le caramelle alla menta senza zucchero.

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Ora che li ho presentati, ho una domanda per voi: di che colore sono questi pony?
Pensate che siano bianchi, grigi, oppure..?
Non è una domanda facile, anzi è piuttosto complicata. 
Io devo saperlo, dal momento che dipingo e ho bisogno di conoscere come è composto il mantello degli animali, i cavalli in questo caso.
Mi sono resa conto che i cavalli piacciono a molte persone, ma in realtà li conoscono poco – appassionati e addetti ai lavori esclusi – e allora mi è venuta l’idea, tanto per giocare e conoscere.

A chi risponderà correttamente – e se nessuno ci azzecca, alla risposta più impossibile, divertente o improbabile - assegnerò un premio. Sia qui, sia sulla mia Facebook page fino a sabato compreso.

Intanto che voi ci pensate su (e forse farete le ore piccole in ricerche su internet ) io potrei anche scrivere alla Veteran Horse Society per avere notizie aggiornate su Bill e Ben.

Link:
Simply Marvelous
CBBC Newsround

domenica 31 ottobre 2010

Halloween a Modena

Mi sono mangiato troppo

Modena è una città mysteriosa, vi avevo già raccontato di alcuni dei suoi luoghi storici ed insoliti qui.

Una delle tradizioni di Modena è il Mercato storico Albinelli, inaugurato il 28 ottobre 1931 e riconosciuto monumento di interesse storico nazionale.

Mercato storico Albinelli - Modena

La ricorrenza del suo  79° compleanno ha coinciso con la vigilia di Halloween e gli operatori hanno colto l’occasione per festeggiare in allegria contornando il tutto con vino e cibarie.

In questi scatti sono ritratti Luigi e Franco, artisti del Club Intagliatori Città di Modena.

Il Club Intagliatori

Non c’è stata zucca che si sia salvata dai loro attrezzi, il mercato è stato invaso da decine e decine di Jack’O’Lantern..

Gli Intagliatori 1 

Gli intagliatori 5

Eccone alcuni sghignazzare dalla loro postazione di lavoro.

Gli Intagliatori 2

Non sono mancate nemmeno le streghe, e come potevano disertare l’evento?  Questa ha portato con se il suo famiglio sul cappello a punta.

Strega con topa

Deve essere una parente di Crosta..

La Topa sul cappello

Clienti, turisti, operatori e curiosi sono stati sostenuti con generi di prima necessità (leggete: gnocco fritto e lambrusco, siamo a Modena!) nel freddo mattino di fine ottobre.

Un sereno passaggio da questo al nuovo anno, se ricordate Halloween è il capodanno celtico. Se lo avete dimenticato o lo ignoravate, questo post riporta le origini di Samhain.

Auguri ancora, da Cecy e me.


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La strega vagabonda

Cecy 

“Nell'aria, sopra valli e fiumi, sotto le stelle, su uno stagno o una strada, Cecy volava. Invisibile come il vento d'autunno, fresca come il profumo di trifoglio che si alza dai campi al crepuscolo, volava.

Penetrava in colombe morbide come ermellino bianco, si fermava sugli alberi e viveva nelle foglie, cadendo via splendente di colori quando la brezza soffiava più forte.

Si riposò in un rospo verde brillante, fresco come menta in riva a uno stagno lucente. Trotterellò nel corpo di un cane selvatico e abbaiò per il gusto di sentire l'eco che rimbalzava sui fianchi dei granai lontani.

Visse nei fantasmi dei denti di leone e nei dolci liquidi chiari che sgorgano dalla terra muschiata.

Addio, estate, pensò Cecy.

Stanotte sarò in tutti gli esseri viventi.”

Tratto dal romanzo “Ritornati dalla polvere” di Ray Bradbury


Il dipinto rock painting Cecy è ispirato al racconto 'La strega vagabonda' di Ray Bradbury e alla copertina del volume “Ritornati dalla polvere” illustrato da Charles Addams, creatore della serie 'La famiglia Addams'.

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Cecy dalla Casa sul colle vi porta i saluti, e i sospiri, degli strani, crepuscolari abitanti della Famiglia Eterna, dalla gatta Anuba che arrivò per prima, alla Mille Volte Bisnonna, ai quattro cugini ad ovest di ottobre..

Lei ed io vi auguriamo un felice Halloween.


Aggiornamento: 16 settembre 2017

Cecy ora è in Gran Bretagna, grazie a Vladimir. Si troverà bene, ne sono certa, tra mille luoghi da scoprire e millenari, eterei e sospiranti parenti da visitare.


domenica 26 settembre 2010

Equinozio di autunno, luna piena, cultura contadina e..


Vecchio ceppo di pioppo

Sono stata invitata a una serata particolare, per celebrare l’inizio dell’autunno in un agriturismo della mia zona, Il Luoghetto, a Torre Maina di Maranello.
“Equinozio di autunno, luna piena, cultura contadina ed archetipi animali”
Mentre i diversi relatori si preparavano, gli ospiti si dedicavano alla conversazione e al buffet, ho sbirciato negli immediati dintorni catturando qualche scatto.


Ero presente anche con la mia mini-bancarella, allestita tra le poste della vecchia stalla ristrutturata.


Organetto francese a manovella

lunedì 23 agosto 2010

Buon Bloggeranno 2

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Lavori in corso per il mio blog.
Come sempre, mentre il resto mondo sembra abbandonare la vita di tutti i giorni e gettarsi a capofitto nelle sospirate ferie, la mia controparte virtuale - ma non troppo - in agosto si lancia in nuove imprese.

Meditavo di rinnovare il look, il vecchio template di Blogger e la scelta dei colori non mi dispiacevano affatto ma volevo tentare qualcosa di nuovo, e diverso.
Ho pensato alla nuova veste grafica, ho ordinato un nuovo template su misura, ho sistemato tutti i gadget dispersi nel trasloco e poco alla volta ho cercato di adattare i vecchi post alla nuova grafica. Certo, le cose da fare erano parecchie.

Oggi è anche il secondo Bloggeranno e vi invito a festeggiare con me e Bò. Se il restyling del blog non vi soddisfa e vorreste sparare a zero sui miei neuroni fatelo, nessun problema!

Ve lo dico perché Bò mi ha guardato storto riguardo a questo cambiamento, ha annusato e scalpitato parecchio in giro. Credo che per lei la nuova immagine dell’header e tutto l’insieme siano troppo.. domestici, considerata la sua natura rustica di Highlander.

In ogni caso, grazie di essere con me e abbiate pazienza con lei, la sua è una  testardaggine tutta scozzese.


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Aggiornamento:  i template sono come le nuvole, vanno e vengono.

Ho nuovamente cambiato idea e, molto probabilmente, il template che vedete ora sul mio blog è già alla sua terza, quarta versione.

Tutto è impermanente, sapevatelo.

Voglio ringraziare Adele Zolea di Blografando che aveva realizzato uno dei template ora dismesso, oltre al logo che avevo in mente da tempo e che - per ora – è rimasto immutato.

venerdì 20 agosto 2010

Mare Nostrum

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Vi ho raccontato del viaggio del Bamboo, ma non ho ancora raccontato tutto.

Posso parlarvi ancora di quello che abbiamo scoperto dentro il blu, il blu perfetto di questo mare.

Dopo il vento e le onde del mare aperto si cala l’ancora in una tranquilla caletta, facendo attenzione a non danneggiare le praterie di Posidonia.

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Se il nostro Mediterraneo, o Mare Nostrum come lo chiamarono i Romani e prima ancora le tribù illiriche arrivate in Italia dai Balcani, è unico, ancora più unica è la Posidonia.

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La Posidonia oceanica non è un alga ma una pianta acquatica, ed è endemica del bacino mediterraneo. Esiste solo qui.

E’ un indicatore biologico, la sua presenza indica la buona qualità dell’ambiente. Fornisce riparo e nutrimento a numerose specie e salvaguardia la linea costiera dall’erosione.

Con le sue radici legnose e i suoi rizomi ancora il substrato del  fondale. Con le lunghe foglie nastriformi, trasportate dalle onde sulla battigia a formare una spessa coperta chiamata banquette, protegge le spiagge dalle mareggiate e dall’azione del vento.

Per capire l’importanza di questa pianta è bene sapere che la perdita di un metro lineare di prateria significa la scomparsa di diversi metri di spiaggia.

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Le fibre della Posidonia,  lavorate e intrecciate dalle onde, formano queste palline che hanno il serissimo nome di egagropili

Nel 2006, attraverso l’uso di marcatori genetici, è stata scoperta alle Baleari, all’interno di una vasta prateria di Posidonia, una pianta che probabilmente è uno degli organismi più grandi e anziani esistenti sulla Terra, lunga 8 chilometri e vecchia di 100.000 anni.

Non sottovalutiamola dunque, ne sa molto più di noi.

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Questa è una spiaggia come si deve, una autentica spiaggia selvaggia con dune e piante pioniere. Importantissimi per l’ecosistema costiero, questi vegetali colonizzano le dune consolidate, permettendo così l’insediamento di specie legnose più esigenti.

Le dune così ‘fissate’ ostacolano i venti ricchi di salsedine e il trasporto di sabbia verso l’interno.

Torniamo al mare.

Dove finisce la prateria di Posidonia troviamo gli scogli e facciamo altri incontri: sembrano esseri  usciti da un episodio di Star Trek: strane, nuove forme di vita mai incontrate prima..


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Questa invece la conosciamo, ha fama di possedere un certo caratterino.. Meglio essere discreti, le murene sono molto gelose della loro privacy.

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Queste fantastiche foto subacquee sono opera di Ingrid e Flavia, esperte di snorkeling ed immersione in apnea. Io non arrivo a tanto, anche se provo ad immergermi dopo pochi secondi schizzo in superfice come un tappo di sughero. Con me il principio di Archimede funziona benissimo..


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Sapete, è arrivato il momento di salutare il Bamboo.

Tutto l’equipaggio ci ha lasciato un pezzetto di cuore su questa barca.

Se guardate bene, qualcuno sembra stia sistemando la randa ma in realtà è aggrappato all’albero maestro perché non vuole lasciare il Bamboo. Convincerlo è stata un’ardua impresa.

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E questo?

E’ il nostro regalo di saluto a Stani.

Abbiamo subito alcune dolorose perdite durante la navigazione nel Santuario Pelagos.

Eh si, non tutto è sole, mare, vento ed happy hour sul ponte con spritz e tartine.. C’era un secchio rosso di belle speranze con cui  abbiamo condiviso di tutto: trasporto oggetti, lavaggio del ponte, lavaggio dell’equipaggio e altre cose, che qui è meglio non ricordare. Assicurato con una lunga e resistente cima, veniva calato in mare alla bisogna.

Fino al giorno in cui – sabotaggio! – all’ennesimo lancio tra la Corsica e l’Elba ci siamo accorti che il nodo era sciolto e il secchio è andato perduto tra i flutti. Perduto per sempre. Un duro colpo per Stani, sappiamo che niente potrà compensare la perdita ..

Un grazie infinito a:

Andrea ed Ingrid, biologi marini di Idea Calypso;
Stanislao, skipper del Bamboo - Fondazione Exodus;
Angelica, Flavia, Lorenza, Irene, Francesca e Claudio:  Bamboo crew settimana 24/31 luglio 2010;
Greenpeace.

Le foto sono state scattate dall'equipaggio del Bamboo nel corso dell'Operazione Pelagos 2010 - Idea Calypso, settimana 24/31 luglio 2010.


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Grazie a Isabella di Capoliveri, Isola d’Elba, per il suo appoggio logistico e per la sua amicizia.

Grazie a voi per avermi seguito in questo viaggio e.. Sappiatelo, non è finita!