domenica 16 maggio 2010

Takhi – step by step 3

Takhi step 7 

Work in progress - Equus ferus przewalskii

Ancora uno step per questo dipinto. Sono in ritardo rispetto ai tempi che mi ero proposta ma come al solito parecchie cose si sono messe in mezzo ai miei programmi, apposta per rallentarmi.

Prossimamente le mie avventure e.. disavventure in un post, in risposta ad un invito di Valverde di qualche tempo fa - sono in ritardo su tutta questa linea temporale! – dove racconterò anche del nostro incontro. Oh yes: Valverde, il Santuomo ed io ci siamo conosciuti vivo live..!

Vi lascio questo link:

Przewalski's Horse and Hustai National Park

si tratta di un album su Flickr che ho trovato cercando materiale sul cavallo selvaggio della Mongolia: William ha scattato belle foto da tutto il mondo.

A presto!

giovedì 22 aprile 2010

NO CAVE, NO CATRAME!

 smog2003

Io vivo nella Pianura Padana, una delle aree più fertili,  più intensamente abitate ed inquinate del pianeta.

 Provincia di Modena

Google Earth ci  mostra una parte della provincia di Modena, con i paesi di Savignano sul Panaro, Bazzano,  San Cesario sul Panaro, Spilamberto, Castelfranco  Emilia e le loro frazioni che hanno una storia da raccontare, ed un territorio da difendere.

La storia è riassunta e riportata qui, tratta dalla home page del blog del Comitato Tutela Territorio di Savignano, e spiega molto bene come le cose accadano, ed anche come sia importante non lasciarle accadere.

LA STORIA DEL NOSTRO COMITATO

Capitano momenti nei quali si prende coscienza di come, intorno a noi, le cose accadano a nostra insaputa e, a volte, a nostro discapito. Il 2008 è stato, per noi Cittadini di Savignano sul Panaro (Modena), uno di questi momenti.

Nella primavera 2008 si è iniziato a sentir parlare, con una certa insistenza, di cave e frantoi e questo certamente non grazie all’attività d’informazione dell’Amministrazione pubblica. E’ stato un progressivo e spontaneo trapelare di indiscrezioni riguardanti quanto sarebbero diventate ampie e profonde le nuove escavazioni di ghiaia, pianificate nel territorio dalla Provincia e dal Comune nell’ambito della nuova Attività Estrattiva.

Tale stillicidio di informazioni è stato accompagnato dalla comparsa di nuovi imponenti impianti per la produzione di calcestruzzo e conglomerato bituminoso (popolarmente detto “catrame”) dentro la grande cava (Polo 10) che si trova a fianco della Ceramica Pastorelli (in località Magazzino di Savignano). Tali impianti, con il loro colore rosso fiammante e la forma a razzo, non potevano certo passare inosservati.

impianto-catrame-11

cava-padulli-c3


Alla luce di ciò, alcuni Cittadini di Magazzino, la frazione maggiormente coinvolta in queste attività, hanno ritenuto che sarebbe stato opportuno approfondire l’argomento, per capire quali sarebbero state le conseguenze per il territorio, sia dal punto di vista ambientale che del benessere dei Cittadini, ignari, in larga parte, di cosa si stesse programmando alle loro spalle.

Così è nato il “COMITATO TUTELA TERRITORIO DI SAVIGNANO” che, sollevando pubblicamente il problema, ha risvegliato la sensibilità ambientale e la coscienza civile di parecchi Cittadini, ad ha finora raccolto, come tangibile segno di sostegno, oltre 1700 firme di appoggio. Si tratta di un Comitato per il Sì, ovvero per il Sì in primo luogo alla tutela del territorio e della salute dei Cittadini, per il Sì a scelte di pianificazione equilibrate, per il Sì all’informazione dei Cittadini. A tal fine, il Comitato ha detto pubblicamente No alle cave e No al “catrame”, ed in particolare ha detto No a:

oltre 550 mila metri quadrati (55 ettari) di nuove escavazioni (per oltre 4,5 milioni di metri cubi) di ghiaia, solo in località Magazzino di Savignano;

oltre 2 milioni di metri quadrati (200 ettari) di nuove escavazioni (per circa 9 milioni di metri cubi) nelle aree limitrofe di Castelfranco, S. Cesario, Spilamberto e Bazzano (ma comunque sempre in area Magazzino);

la presenza, a poche centinaia di metri da Magazzino, Mulino e Bazzano, di uno degli impianti di conglomerato bituminoso (che a noi piace chiamare “catrame”) più grandi della Regione.

Il Comitato ha presentato formalmente (25 settembre 2008 ) le proprie obiezioni al Piano Infraregionale delle Attività Estrattive (PIAE 2008), sotto forma di Osservazioni scritte, presso la Provincia di Modena, con la speranza che esse venissero accolte.

Il 16 marzo 2009 il PIAE è stato adottato dalla Provincia!

Dunque questo PIANO non avrà nessun rispetto per un territorio che i nostri nonni ci hanno fatto apprezzare e che, per secoli, ci ha sfamati e resi prosperi. Dunque c’è chi avrebbe deciso di toglierci il piacere di assaporare i frutti di questa Terra! Un piacere che invece noi intendiamo trasferire intatto ai nostri figli ed ai nostri nipoti, da quali abbiamo preso in prestito questo territorio ed ai quali dobbiamo riconsegnarlo nella sua integrità!

Per noi la battaglia è appena cominciata!

Il monito, o meglio, la promessa che vogliamo lanciare ai nostri amministratori è dunque

SAXA VOLANT … TERRAE MANENT !

“L’unica cosa che si può fare è creare piccole minoranze di rompicoglioni con un progetto in testa”, Goffredo Fofi

NO CAVE

Cava Casale California - Castelfranco Emilia 

La battaglia continua.

NO CAVE, NO CATRAME  significa

- NO alla distruzione di questo territorio

- NO all’inquinamento portato dall’aumento di traffico che comporta il trasporto degli inerti escavati, 2 camion al minuto

– NO alla emissione in atmosfera di particolati e nano particelle IPA,  Idrocarburi Policiclici Aromatici, che comportano  l’ insorgenza di nano patologie

– NO al la compromissione e distruzione del suolo e al danneggiamento delle falde acquifere nel conoide del Panaro.

I link:

Comitato Tutela Territorio di Savignano

Comitato Ambiente Santa Viola

Comitato Bazzanese Ambiente Salute

Comitato salute pubblica Noce

STOP al consumo di territorio

TERRA, BENE COMUNE DA PRESERVARE

Lista Civica frazioni e Castelfranco-NO CAVE

Scavi

Difendiamola

Earth Day 2010 – diamo una mano alla Terra


Giornata Mondiale della Terra 2010 – il link:

Earth Day 2010

lunedì 12 aprile 2010

Takhi – step by step 2

Tahki step 6

particolare

Work in progress - Equus ferus przewalskii

Un altro passo avanti. Questo Takhi sta già mostrando la sua personalità, che ne pensate? :)

sabato 3 aprile 2010

Buona Primavera!

I rondoni sono tornati sotto i miei tetti, proprio oggi. Quindi per me da adesso è ufficialmente primavera.

Vi lascio i miei auguri di Buona Pasqua con questo video e.. Se dopo averlo visto penserete che sto perdendo tempo con WMM,  fatemelo sapere.

Ma con cautela..  

mercoledì 24 marzo 2010

Progetto Takhi – step by step 1

 

 Takhi step 4

Work in progress - Equus ferus przewalskii

Dalla prima veloce  stesura di colore, usato diluito per imprimere la tela, al secondo passaggio che già definisce meglio il cavallo a sinistra. Sto procedendo con il mio dipinto, anche se più lentamente di quanto vorrei a causa di forza maggiore.. Anzi, meglio definirla soverchiante, rende meglio l’impedimento.

C’è ancora un sacco di lavoro da fare su entrambi i Takhi, per mostrarvi l’evolversi del dipinto e seguire meglio i diversi  sto lasciando il cavallo a destra appena abbozzato. Lo sfondo è soltanto accennato anche se la scelta di questi toni caldi è quella definitiva.

 

Takhi step 5

I colori ad olio idrosolubili che sto usando per la prima volta si stanno rivelando una piacevole scoperta e, come dire, me gustano proprio!

Al prossimo step!

giovedì 11 marzo 2010

Lavori in corso

Takhi step 1

Il mio progetto Takhi prende il via, sono iniziati i lavori.

Ricerca in rete di documentazione e foto. Molte foto, dal momento che la Mongolia non è dietro l’angolo e non ho la possibilità di osservare i ‘modelli’ dal vivo.

Takhi step 2

Dopo un po’ di.. scarabocchi e fogli buttati, riesco a definire un primo schizzo base. Qui ve lo presento pulito.

Takhi step 3

I dipinti che ho in mente sono al momento due: un ritratto in primo piano e un secondo che comprenderà tre cavalli a figura intera. Userò i colori ad olio idrosolubili, sono molto curiosa di provarli. Nel mio esiguo spazio vitale è un problema adoperare i solventi per la pittura ad olio classica, rischio di stordirmi con l’essenza di trementina..

Sono pronta per passare lo schizzo sulla tela e iniziare la prima stesura di colore. Vi aspetto al prossimo post!

lunedì 8 marzo 2010

Progetto Takhi

Takhi  significa Spirito.

E’ il nome con cui le popolazioni mongole chiamano il piccolo cavallo rustico e selvaggio  che condivide con loro gli ampi spazi  della steppa e le colline della Mongolia. Da lui, circa 5.500 anni fa, derivano i primi cavalli domestici che dal Gobi e dal vicino Kazakhstan hanno colonizzato dopo duemila anni l’Europa, l’Africa e quindi le Americhe e l’Oceania. E’ il nome dell’unico autentico cavallo selvaggio rimasto su questa Terra.

Cacciato come trofeo e per procurare il muco della sua gola per i riti degli sciamani asiatici, o catturato per rifornire i giardini zoologici, nel 1968 fu avvistato per l’ultima volta nel Gobi e dichiarato estinto allo stato libero. Destino  condiviso con il Tarpan (estinto agli inizi del ‘900), ma il Takhi o Equus ferus Przewalskii  ha avuto una chance: gli esemplari in cattività hanno permesso nel 1992, dopo 30 anni di paziente lavoro,  di reintrodurre nel Gobi i loro discendenti.

La Fondazione FPPPH e il Gruppo ITG International Takhi-Group si stanno occupando del ritorno del Takhi e della sua salvaguardia nell’ Hustai National Park.

L’ ITG International Takhi-Group ha una fan page su Facebook.


International Takhi Group

Non sappiamo ancora se per il Takhi ci sarà un lieto fine,  la specie è tuttora considerata ad alto rischio di estinzione e ci sono solamente 140 cavalli presenti e monitorati nel parco.

Questa è la vera storia di Spirit, il finale è ancora tutto da scrivere, farla conoscere è aiutarlo.

lunedì 1 marzo 2010

Animalia production


A volte ho delle illuminazioni improvvise. Scongiurato il pericolo di rimanere fulminata, stanotte per esempio mi sono persa nei meandri del mio pc e ho scoperto Windows Movie Maker. Una buona scusa per fare tardi..

domenica 28 febbraio 2010

Bologna

007

Portici

Bologna è chiamata in molti modi. Bologna la Grassa, la Ghiotta, la Dotta, la Rossa.. Per me è anche Bologna la Siberiana!

In pieno inverno il suo clima è prettamente continentale con tendenza al circolo polare artico e nemmeno una giornata di sole riscalda l’aria gelida e tagliente, talmente fredda da gelare anche gli odori che sono tipici del centro storico. Odori di cortili nascosti e cantine impregnate di umidità e di Tempo,  mescolati a quelli  che fluiscono tiepidi dai bar e dalle cucine dove si sta preparando il ragù; quello acre lasciato dai gatti cittadini per marcare il loro territorio tra una colonna e l’altra dei portici e gli scarichi di auto e motorini che sfrecciano sobbalzando sul pavé . Niente di tutto questo, solo  pulito odore di gelo.

006

Cortili

Un portone aperto e si scoprono cortili e logge ovunque.

E poi il centro pulsante, la Piazza..

009

La fontana del Nettuno

013

La basilica di San Petronio e Piazza Maggiore

A questo punto del giro turistico è obbligatoria una sosta al caldo, magari in una libreria o due e fino a che le mie estremità non si siano scongelate..

016

Le Due Torri - Garisenda e Degli Asinelli

Sembra che il mio destino quando vado in città sia quello di trovare i monumenti  impacchettati in lavori di restauro..

La Torre degli Asinelli (97,20 metri) è la più alta d'Italia, la Garisenda ora è alta solo 48 metri ma ha tutta l’intenzione di strappare il primato di torre più pendente d’ Italia a quella di Pisa: il suo strapiombo è di 340 cm ed è iniziato all’epoca della sua fondazione nel XII secolo.

021

Canale delle Moline

Bologna è anche una città di acque e di canali , la maggior parte dei quali scorre adesso interrata. Da questo scorcio  si vede il Canale delle Moline, che ospitava ben 15 mulini nel passato. Volendo ci sono diversi percorsi per una visita diversa della città, nel sottosuolo.

Non che sia difficile, a Bologna, ritrovarsi nel passato: è impregnata di storia in ogni angolo e mattone. Qui sono vissuti e si sono avvicendati popoli da sempre, dai primi insediamenti villanoviani agli Etruschi, dai Galli Boi ai Romani, Bizantini, Longobardi..

034

Porta Galliera

Porta Galliera è una delle sette porte rimaste  della terza cerchia di mura.

035

Ingresso dei Giardini della Montagnola da Via Indipendenza

I Giardini della Montagnola furono creati artificialmente a seguito della demolizione della Rocca di Galliera, fatta costruire da un legato pontificio per controllare la città da una zona sopraelevata. Ma i bolognesi, insofferenti del giogo papale, la rasero al suolo per ben cinque volte. L’attività cittadina è sempre stata.. movimentata!

Quante cose a Bologna, eppure io che ci sono nata la conosco appena.

venerdì 12 febbraio 2010

Coccinelle valentine

Coccinellevalentine_wm 

Io e San Valentino non andiamo molto d’accordo, di conseguenza preferiamo ignorarci a vicenda.

Ma il parentado di Vanesia e dintorni che sta svernando da me ha un’altra opinione della festa degli innamorati e, dopo il volo acrobatico, sono costretta a sopportare anche le loro effusioni.

Buon San Valentino.. (Sgrunt!)