
Dunque, eccomi qui, sono tornata.
Una settimana errante tra Liguria e Lombardia. Ho alcuni scatti e qualche pensiero tra il mare e il cielo. Nel post precedente mi sono soffermata molto sui dettagli culinari (e certo la Liguria ne offre di succulenti), qui invece quello che segue è lo sguardo di una perfetta turista, non per caso nella Riviera di Levante.
Questo è il lungomare di Nervi, che si snoda in una lunga passeggiata tra il mare e il verde del parco delle ville Groppallo-Serra-Grimaldi. Un piccolo paradiso, il sole primaverile dei giorni scorsi era un invito a sdraiarsi sull'erba nuova, tra palme, pini, cedri ed eucalipti per oziare, oziare spudoratamente..
E scoprirsi osservati dagli scoiattoli: tanti e curiosi, indaffarati, poco o niente timorosi. Nel chiosco di fronte alla piccola stazione ferroviaria si possono acquistare sacchetti di noci apposta per loro.

La passeggiata è gradevole e vacanziera, ma c'è anche chi lavora e sfrutta ogni angolo disponibile in attesa del bel tempo e della prossima stagione di pesca. Così tra un arcata della ferrovia e il muro di contenimento ci si inventa una rimessa per le barche, ripostigli all inclusive..

Ed ecco.. Genova!
Porta Soprana, in primo piano a destra la casa di Colombo. O almeno così si dice..
Da qui, signore e signori, si entra nella città vecchia con i suoi negozi e botteghe che hanno conservato gli arredi originali, chiese e palazzi signorili. E vicoli strettissimi, le case talmente vicine che è sufficiente allargare le braccia per toccarne i muri. Non mi sono addentrata nei carruggi, stava facendo sera e la mia 'guida' ha tracciato un percorso meno pittoresco ma senz'altro più sicuro, la fama che hanno conquistato nel passato in parte è ancora meritata.
Qui siamo ai piedi della scalinata della Cattedrale di San Lorenzo, custodita da una coppia di leoni marmorei di tutto rispetto. Questa sotto è la facciata.
Foto al volo, la decorazione a strisce chiare e scure tipica dello stile tirrenico, la ristrettezza della piazza adiacente.. Insomma pare storta, ma giuro che non lo è.
Nota: conservato nel Museo del Tesoro della Cattedrale, il Sacro Catino di cui ho già parlato nel post precedente, lo potrete vedere cliccando il link più sopra.
Sacro catino o Santo Graal, non ho tentato di usarlo in cerca dell'immortalità: Napoleone lo portò con se (come fece con un sacco di altre opere archeologiche e artistiche) con la scusa di esaminarlo, e quando venne riconsegnato gli emissari furono maldestri e riuscirono a romperlo.. L’inevitabile destino che accomuna le sacre reliquie ed i servizi buoni.

Palazzo della Borsa Nuova. Non sono appassionata di finanza, voglio solo darvi un esempio dell'architettura ottocentesca che caratterizza la parte 'nuova' e che a me, abituata in un paesino di provincia, e la sensazione è quella di camminare fra gigantesche bomboniere piene di stucchi, grottesche e balaustre.
Da provinciale, preferisco gli spazi che danno respiro. Questa è la spiaggia di Camogli; sotto il paese visto dalla parte del porticciolo.
Camogli nel Golfo Paradiso. L'aspetto adesso è sonnacchioso e un poco dismesso, la stagione non è ancora iniziata ma a maggio si risveglierà di certo con la Sagra del pesce, cucinato in enormi padelle come queste, appese dopo anni di onorato servizio.
Le spiagge del Levante sono una grossa tentazione per me, ma giuro che ho resistito e non ho raccolto e tenuto nemmeno un sassolino. Credetemi, è stata durissima..
E poi, mi aspettava il treno, direzione Milano.
Un grazie con tutto il cuore a Willyna ed alla sua famiglia, hanno fatto diventare questa piccola vacanza un pensiero felice. ;)