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sabato 11 aprile 2009

Chiari, il cielo e la terra

magritte 1

Mi riesce difficile pensare agli auguri, pensare alla Pasqua e alla festa in questi giorni. I rondoni sono tornati sotto le tegole dei ‘miei’ tetti, li sento gridare e pigolare la notte, il primo mattino. Loro mi annunciano che è davvero primavera.

Per molti non ci saranno più tetti, non ci sarà mai più un’altra primavera.

Ho cercato una poesia di Rafael Alberti. Si riferisce alla guerra.

L’ area colpita dal sisma, rilevato dai satelliti, si è spostata di circa 15 centimetri,

15 centimetri, la differenza tra la vita e la morte.

Quanto è accaduto e accade adesso in Abruzzo e altrove non pensate che  non sia una guerra: il terremoto che uccide è quello dell’avidità, dell’ipocrisia, dell’ignoranza di chi deve e non fa.

Non fa applicare le norme antisismiche, non fa i controlli  sulla costruzione a norma delle strutture, non fa prevenzione, non fa altro che rimanere volutamente cieco e muto, l’importante è mantenere il proprio piccolo privato orticello verde e rigoglioso, fino al termine del proprio mandato  ( con la speranza di venire rieletto, avere assegnato un altro appalto, ricevere un ‘pensiero’ di riconoscenza per.. ) e gli altri si arrangino.

Gli altri muoiano, sotto le macerie. Perché non sono stati allertati, istruiti,  perché nonostante mesi di attività sismica costante i terremoti non sono prevedibili.. Perché la loro casa era costruita con  sabbia di mare e adesso al mare ci saranno mandati, chi è sopravvissuto, senza neanche la prenotazione..

Canzone 38

Livido è il pantano e livida la luce sui cavalli.

Una folgore si conficca nel fiume.

Corrono scintille pei campi.

Artiglieri delle nubi tuonano. Io ricordo città squassate e bimbi fatti a pezzi.

Dio dei lampi e dei tuoni, fino a quando tollererai queste armi nei tuoi spazi?

Sia sempre chiara la terra, e i cieli sempre chiari.

Chiari, il cielo e la terra.

Rafael Alberti

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