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sabato 28 marzo 2009

Il cielo sopra Milano

Oh binario..

Quindi , sono a Milano. Non è la prima volta, ma di questa città ho visitato il centro che ruota attorno al Duomo e poco altro, sempre toccata e fuga di una giornata. E' la mostra Magritte – Il mistero della natura, Palazzo Reale che mi ha chiamato. Anche stavolta quindi non fa eccezione, sarà una visita veloce ma.. Questo è stato anche un viaggio.. nel tempo, perché qualcosa accade appena arrivo dalla stazione Centrale in Piazza Duomo..

Ma che accade? Baionette e moschetti? A Milano?






Rievocazione storica delle cinque giornate di Milano. Villici, cittadini e militari austriaci che seguono e si inseguono in pieno centro.. Noto che le colorite espressioni popolari di.. avversione verso gli allora dominatori austriaci sono giunte pressoché immutate fino a noi.. Appena appena disperse dal vento..

” … rucchi.. di… rda!..” .........

Mentre le grida si spengono nel brusio della folla mi scaldo al sole sui gradini del Duomo e penso.. Penso che questa città è nata da un sogno, il sogno di Belloveso e della dea che una notte gli apparve per dargli un segno, per indicargli che lì dove era sarebbe sorta una città.. Immagine di abbondanza e generosità, la Dea scelse le sembianze.. di una scrofa. Questo significa mediolanum in celtico: sacra scrofa pelosa.


Anteprima: apertura del museo Magritte a Bruxelles. Nota dolente: la coda di ingresso, oltre un'ora di attesa..




Altra nota dolente della mostra: lo shop del Museo, forse per un' affluenza veramente al di sopra di ogni previsione, era completamente depredato di ogni catalogo, poster, cartolina, segnalibro, ombrello (ebbene si, altrove ho visto i campi di grano di Van Gogh stampati sugli ombrell ) che riguardasse Magritte..

Volevo dirvi che.. Di questo viaggio, questa ultima parte di vacanza.. Sapete, Milano ha iniziato a operare un effetto strano su di me, e il mio sguardo si è diretto sempre più spesso verso l’alto a confondere i cieli di Magritte dipinti, limpidi senza confini seppure incorniciati, e il cielo sopra Milano che mi chiamava dai riflessi sui vetri, dalle linee curve e dagli angoli di palazzi, sculture, campanili, guglie e gargoyle del Duomo.









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